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Benvenuti nel sito di Grazia Secci. Troverete una galleria  d’immagini, della Flora Sarda, principalmente del territorio di Siliqua (Sardegna sud-occidentale), e del Territorio costiero del Sulcis, immagini di piante, fiori, frutti, semi. Una sezione è dedicata ai racconti ispirati alle testimonianze di persone del luogo.

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Bagantinus

“Bagantinus”

A Siliqua c’è una parte di territorio, ad ovest dell’abitato, oltre la sponda destra del Rio Cixerri, dove da tempo immemorabile, i suoi abitanti hanno impiantato le loro vigne. Qui regnava incontrastata la macchia mediterranea, e tuttora tra le vigne, ci sono, intatti, piccoli lembi di quella macchia. Sono piccoli ritagli di natura, oasi naturali, dove l’uomo non ha messo mano, qui a Siliqua, si chiamano “Bagantinus”

Spesso accompagno mio marito in vigna, e mentre lui lavora tra i filari, mi allontano per fare delle foto di fiori ed erbe. Questi “boschetti” hanno sempre attirato la mia attenzione. Oggi, se ne trovo uno sul mio percorso, vi penetro silenziosa e quasi in punta di piedi, ma, anni addietro, non riuscivo a fare che pochi passi, e se ero da sola, li evitavo. Mi incuriosivano, ma, più che curiosità, era rispetto, e quasi timore di violarli. Sento presente al loro interno, una forza antica e immutata, e lontani ricordi di folletti e fate, riemergono dalla memoria della mia infanzia, col medesimo sentimento di fascino e paura. Se poi avverto un prolungato fruscio fra il folto della vegetazione, un brivido mi percorre la schiena, e trattengo il respiro.

Si notano da lontano, macchie scure e impenetrabili, fatte di Lecci (Quercus ilex), Ibixi e Sughere (Quercus suber), Suerxiu; Biancospino (Crataegus monogyna), Coraviu e Pero selvatico (Pyrus amygdaliformis), Pirastu; Lentisco (Pistacia lentiscus), Modditzi e Alaterno (Rhamnus alaternus) Tasuru; Filliree (Phyllirea latifoglia e angustifolia), Arrideli, Arrideli femmina.
Il sole non vi ha accesso, se non per pochi spazi, spogli di alberi. Avvicinandosi, si vedono, intrecciati, quasi intessuti alla base degli alberi e su di essi, Asparago (Asparagus acutifolius), Sparau, Robbia (Rubia peregrina), Appodda-appodda; Tamaro (Tamus communis), ?; Salsapariglia (Smylax aspera), Tintioni e Caprifoglio (Lonycera implexa), Guarangiu; e Rovi (Rubus ulmifolius), Arrù, avvinghiati tenacemente ad essi, tanto da fare un tutt’uno. Tra queste architetture naturali, nei punti dove gli alberi sono radi, Lavanda (Lavandula stoechas), Abueu; Mirto (Myrtus communis), Mutta; Malvone maggiore (Lavatera olbia), Liugagniu; Artemisia (Artemisia arborescens), Senzu; Cisto (Cistus monspeliensis e salvifolius), Mudegu; pulvini di Ginestra (Genista morisii), ? Pratoline ( Bellis perennis), Margheritedda; Valeriana (Valeriana dioica), ? Agli selvatici (Allium triquetrum, Allium subhirsutum, Allium roseum), Lampagioni o Cipollaccio (Leopoldia comosa), All’e carroga (nome comune a tutti gli agli); Anemoni (Anemone hortensis), ? Gladioli (Gladiolus communis), ?; Ranuncoli (Ranunculus bulbosus, Ranunculus millefoliatus, Ranunculus ficaria), Erb’e arranas; Graminacee (Briza media, Lagurus ovatus, (Campaneddas e Baffus de gattu)e cento altre) papaveri leguminose e composite (Crepis vesicaria, (detta impropriamente Cicoria), Picris echioides, Reichardia picroides, Urospermum dalechampii, (Sotciri, Lisporra e Cicoria burda), e molte ancora).
Questa vegetazione, soprattutto in primavera, ma anche nelle altre stagioni, rallegra con la sua vivace fioritura, il verde cupo della macchia, ora è il Biancospino a dare spettacolo, coi suoi bellissimi fiori che ricoprono interamente l’albero, ora è il giallo oro della Genista morisii, ora è il Caprifoglio o l’Artemisia, il Pero selvatico, ma certamente la fioritura più vistosa è quella bianchissima del Mirto. La minima brezza trasporta l’odore di queste essenze, inondando l’aria dei loro profumi. Alcuni alberi ed arbusti sono belli da vedere anche dopo la fioritura, il Biancospino coi suoi frutti rossi, il mirto col blu dei suoi galbuli, i grappoli rossi della Salsapariglia e del Tamaro.

Camminando in queste oasi all’inizio della primavera, si ha la sorpresa di trovare piccoli giardini colmi di orchidee, pare si riuniscano per specie, tanto sono numerose, qui le bellissime Orchidea farafalla (Orchis papilionacea), più avanti le Orchidea cornuta (Orchis longicornu), Orchidea lattea, (Orchis lactea), le numerosissime Serapide lingua (Serapias lingua), formano veri e propri popolamenti. Si possono incontrare anche piccoli tesori botanici come Ophrys morisii, Serapias parviflora, Ophrys incubacea, Ophrys bombyliflora, Ophrys tenthredinifera, Orchis laxiflora. Queste creature hanno sempre suscitato rispetto, forse perché si scorgono in alcune di esse sembianze umane, come appartenessero al “Mondo animale”, tanto da chiamarle, “Omitteddus”, “Abixeddas”, “Brabareddas”

I“Bagantinus” Un tempo erano numerosi, oggi lentamente, uno dopo l’altro, vanno scomparendo, vengono disboscati, abbattuti alberi secolari, sradicato il sottobosco, grossi aratri mettono a nudo radici e bulbi e al loro posto piantati viti e frutteti. E’ bello vedere la terra coltivata e curata, ma la loro vista non può dare l’emozione che si prova nel vedere, una mattina d’aprile in un prato protetto da Mirti e Malvone maggiore, quasi uno scrigno naturale, un mare di Ranuncoli d’oro, punteggiato qua e là di piccole lingue rosa, o nello scorgere dietro un lentisco, una misteriosa Ophrys morisii, o nell’affondare il naso fra il mirto fiorito!

Grazia Secci

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Sere d’estate a Guturu arrujas

Sere d’estate a Guturu arrujas

Gutturu arrujas (15)In quegli anni, mio padre, lavorava lungo linea, come capo squadra nelle F. M. S. In un primo momento ci assegnarono la cantoniera di Campanasissa, dove c’era l’unica stazione intermedia tra Siliqua e S. Giovanni Suergiu, ma poi andammo a Gutturu arrujas .
In famiglia eravamo cinque figli più i genitori, ma nella cantoniera abitavamo in quattro, mamma, babbo, mia sorellina ed io, poiché i nostri fratelli maggiori erano sposati,
Degli anni trascorsi a Gutturu arrujas ho ricordi bellissimi, ma ciò che ricordo più volentieri sono le sere d’estate. Continua a leggere

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Lungo linea

Copia di Cavolina 093 Questa è una storia da raccontare seduti attorno a un bel camino acceso. Noi oggi, la raccontiamo così, socchiudendo solo un po’ gli occhi, per ricreare l’atmosfera d’allora. 

Allora, era il 1930, la loro famiglia, i genitori e gli ultimi cinque figli, abitavano nella cantoniera di “Gutturu arrujas”. Tutte le cantoniere delle “F. M. S.”, lungo la linea ferroviaria che da Siliqua portava a Calasetta, con diramazione a S. Giovanni Suergiu per Iglesias, erano abitate da “Cantonieri”, con le loro famiglie. Continua a leggere

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Il Fico d’India

Opuntia ficus-indica z 3 (2)

L’avevamo quasi dimenticato il vecchio,”intoccabile”, sorprendente Fico d’India.

OPUNTIA FICUS-INDICA

L’avevamo quasi dimenticato il vecchio,”intoccabile”, sorprendente Fico d’India.
Tanto vecchio non è, considerando che è arrivato da noi solo “500” anni fa. A mani nude intoccabile sempre, per via delle sue minuscole spine uncinate. Sorprendente, per le nuove evidenze mediche, a conferma delle già conosciute proprietà. Continua a leggere

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Sa pertudeddh’e su tasuru- Il canale dell’Alaterno

Pancratium illyricum (1)

SA PERTUDEDDH’E SU TASURU – IL CANALE DELL’ALATERNO

La vista che avevo davanti a me era incredibile, un susseguirsi di gigli fioriti fin su in cima…

Il rumore della pioggia, stamane, mi ha svegliato con tale dolcezza, che non ho provato alcun senso di disappunto pensando che neanche oggi saremmo andati in giro, nei siti dove penso di trovare alcune piante fiorite da fotografare. Continua a leggere

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Primi passi fra le erbe di…Siliqua

…era come se attorno a me fosse piovuto…

I motivi che mi hanno spinta ad iniziare quest’avventura sono tanti, così come sono tanti i progetti che si sono avvicendati, sostituendosi l’un l’altro man mano che il lavoro cresceva. Uno di questi motivi, è il mio interesse per l’ambiente che ci circonda e ci permette una vita sana, il mio sempre rinnovato stupore davanti agli incredibili colori che, nell’avvicendarsi delle stagioni mutano la natura, davanti alla forma di una foglia, al colore di un fiore, alla magia di un soffione, che da sfera perfetta si divide in cento o mille semi con piumino, che volano in direzioni diverse a trovare nuova dimora per una prossima fioritura. Continua a leggere

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L’ultimo pescatore

Lythrum salicaria aw 1 (1)

L’ultimo pescatore

Passando nelle giornate di nebbia lungo l’argine del Rio Cixerri, quando le sue acque scendono tumultuose a valle…

Passava spesso davanti casa mia, una figura alta e dinoccolata, la schiena un po’ curva sotto il peso dello zaino, le braccia protese sul manubrio e le lunghe gambe impegnate in lunghe e regolari pedalate, era l’ultimo pescatore di Siliqua. Continua a leggere

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L’asino Pasquale va in convento

L’asino Pasquale va in convento

…se ti comporti bene, quando sarai vecchio, ti manderò all’ospizio dalle suore!»

Una trentina d’anni fa, lavoravo alle dipendenze di un possidente che aveva terreni e bestiame, e il mio lavoro consisteva nel fare un po’ di tutto.
Lavoravo alle sue dipendenze da qualche anno, quando un giorno mi chiamò e mi disse: «Devo farti una proposta, porteresti Pasquale ad Iglesias, in un convento di suore alle quali l’ho venduto?» La proposta mi lasciò un po’ perplesso, ma ero abituato a dire “si” e così risposi anche quella volta. Continua a leggere

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