Vegetazione lungo il corso del Cixerri

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TRATTO DA “NATURA IN SARDEGNA” N°27-MARZO 2006, MENSILE DI INFORMAZIONE AMBIENTALE DELLA SARDEGNA A CURA DELL’ASSOCIAZIONE FORESTALE, “VEGETAZIONE LUNGO IL CORSO DEL CIXERRI IN TERRITORIO DI SILIQUA”

Da Perdapiscina a Perdupisu

Lungo il corso del Cixerri, da Perda piscina a Perdu Pisu, in primavera e sopratutto in estate, si può ammirare una ricchissima vegetazione. Le sue sponde, che durante l’inverno sono desolate e brulle, in questa stagione si rivestono pian piano dei verdi più smaglianti, del fuxia più sfacciato, del giallo più solare, e del bianco più puro. Prime a fiorire le tamerici, Tamarix africana e gallica, poi i salici. Poi è la volta di un Galium, che ricopre la vegetazione circostante con una miriade di stelline bianche.

Ora, (luglio-agosto), traboccano letteralmente di numerose e interessanti erbe.

In lontananza, si vedono svettare i pennacchi delle canne, Arundo donax, piegati da un leggero vento, alternati da ciuffi di Typha latifolia dai caratteristici “sigari”. Canne e Typhe sono una nota prevalente nella vegetazione del Cixerri.

All’imboccatura di un piccolo ponte, all’inizio della primavera, da un giorno all’altro, l’acqua si ricopre di un manto di fiorellini bianchi che galleggiano a pelo d’acqua, contornati da foglie verdissime, è il Ranuncolo acquatico, Ranunculus aquatilis.
Così all’improvviso come appare, le ultime piogge primaverili, lo spazzano via, ma viene presto sostituito dai mille fiorellini rosa della Mestolaccia Alisma plantago-aquatica.

La Veronica persica, a pochi metri dall’acqua, è così rigogliosa che diventa tappezzante, punteggiando la vegetazione di piccoli fiori che paiono gocce di cielo. Ancora più piccoli i fiori riuniti in mazzolini della Sherardia arvensis.

Avvicinandosi al corso del fiume, si è attirati dal bianco candido dei fiori del Convolvolo, (Calystegia saepium)con le sue belle foglie a cuore, lunghe anche dieci centimetri, i cui tralci lunghi qualche metro, si avvitano da destra verso sinistra sulle canne o su altra vegetazione, e da marzo-aprile fino a settembre-ottobre, ogni mattina apre con vanità le sue candide corolle.

Il fuxia della Salicaria (Lythrum salicaria), forma macchie vivaci, coi lunghi rami fioriti che si rispecchiano nell’acqua. I cespugli dell’Altea (Althaea officinalis), non sono numerosi ma imponenti, con le belle foglie di un verde polveroso, ad incorniciare il rosa delicato dei fiori.
Anche la Dulcamara (Solanum dulcamara), usa i cespugli che la circondano per abbarbicarvisi e conquistare il suo posto al sole, dove aprire le piccole ombrelle di fiori viola con un becco giallo rivolti in basso, anch’essi incorniciati da belle foglie verde vivo.

Spicca il giallo della Pulycaria dysenterica, tra il verde intenso delle foglie. I piccoli fiori lilla pallido della Verbena, che pare siano posati sugli esili steli, passano inosservati in mezzo ad una vegetazione dai colori così decisi

Ma lo spettacolo più vivo lo danno miriadi di bottoni d’oro che in alcuni punti formano macchie estese, il Plagius flosculosus, oggi Leucanthemum flosculosum, endemismo della Sardegna della Corsica e isole vicine.
E’ molto bello da vedere il color rame vivo dell’infiorescenza del Cipero, che ormai più nessuno raccoglie per confezionare le stuoie.

Ampi tratti di sponda sono invasi dai rami striscianti del Crescione d’acqua, Nasturtium officinale, che ricopre la superficie dell’acqua di fiori bianchissimi, o dalla Veronica acquatica, con le piccole spighe piramidali di fiorellini rosa-viola. Equiseti, Giunchi, Ciperi, qualche ciuffo di Calcitrapa, Centaurium calcitrapa, e di Calcatreppola, Eryngium campestre, con le sue foglie irte di spine, pochi rovi, rivestono la striscia di terra che costeggia la sponda. Ma il profumo che prevale su tutto, è quello della Menta acquatica, che al minimo alito di vento approfitta per inondare l’aria della sua delicata essenza. Con le radici a poca distanza dall’acqua cresce un Senecio alto anche cm.150, con foglie basali profondamente incise in grandi lobi, con ombrelle di numerosi fiorellini dai petali giallo pallido.
Sempre vicinissimi all’acqua numerosi cespi di Piantaggine maggiore, Plantago major, raggiungono dimensioni considerevoli. Qua e là punteggiano la riva cespugli di Doricnium hirsutum dalla bella fioritura bianco-rosa. A qualche metro dalla sponda grandi cespugli di Polygonum scoparium si ricoprono di minuscoli fiorellini bianchi, i rami eretti della Lavatera arborea sfoggiano i grandi fiori fuxia, cespugli d’euforbie punteggiano la riva.

Spesso trovo erbe nuove, una piantina di lino dai riflessi cerulei, il Tornasole, Chrozophora tinctoria, la Cuscuta avvinghiata ad un Polygonum scoparium, (endemismo sardo-corso, rara in territorio nazionale, comunissima a Siliqua). Ora si nota anche la delicatezza degli steli della Persicaria, Polygonum persicaria, ricoperti di minuscoli fiori rosa, reclinati da un lato. Nella striscia di terra che costeggia il fiume, è un brulicare di steli d’erba, di colori, di profumi ora delicati, ora decisi e penetranti.

Non molto tempo fa, alcune piante che crescono lungo queste rive, venivano utilizzate dai siliquesi, le canne, Arundo donax, per la copertura delle case, le lische (Typha latifolia), unitamente al cipero, Cyperus esculentum, per la confezione delle stuoie, oggetto indispensabile in ogni casa, col Polygonum scoparium si ricoprivano le capanne, per renderle impermeabili, il giunco femmina, si usava per confezionare utensili per la cucina e per la lavorazione del pane, con la menta acquatica le donne profumavano la biancheria dopo averla lavata nelle acque del fiume, inoltre questa menta veniva raccolta in grandi fasci per essere sparsa lungo le strade dove passava la processione.
Un tempo, questo tratto di fiume (scusate se a Siliqua lo riteniamo tale, pur non avendo le giuste caratteristiche), era molto frequentato, da pescatori, dalle donne che lavavano i panni, e dai ragazzi che vi nuotavano. L’ultimo pescatore ha smesso il suo mestiere qualche anno fa, le donne è un pezzo che non vi lavano più i panni, ma i ragazzi, loro no, non riescono, nelle calde giornate estive, a rinunciare ad un tuffo nelle acque del Cixerri.

Grazia Secci
Siliqua 04/09/05

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